
La Serie A cambia volto: Atalanta e Inter pronte a ripartire con nuovi allenatori
Le panchine di due delle squadre più importanti della Serie A sono pronte a cambiare padrone. Dopo anni di stabilità e identità fortemente riconoscibili, sia Atalanta che Inter sono costrette a voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo delle rispettive storie. Se da un lato la “Dea” saluta Gian Piero Gasperini, artefice della sua rinascita e dell’approdo stabile in Europa, dall’altro l’Inter si ritrova orfana di Simone Inzaghi, protagonista di un ciclo vincente ma terminato tra rimpianti e grandi occasioni mancate.
Atalanta: tre nomi per il dopo-Gasperini
La rivoluzione in casa Atalanta parte da una certezza: il successore di Gasperini dovrà mantenere lo spirito offensivo, verticale e aggressivo che ha caratterizzato la squadra negli ultimi nove anni. La rosa dei candidati si è ridotta a tre nomi ben noti al mondo nerazzurro bergamasco: Raffaele Palladino, Thiago Motta e Ivan Juric. Tutti e tre hanno in comune un passato da giocatori sotto la guida dello stesso Gasperini ai tempi del Genoa, con Juric che ha anche ricoperto il ruolo di suo vice a Crotone.
Nonostante il filo rosso che li lega a Gasperini, ognuno porta con sé una propria visione calcistica. Palladino, protagonista con il Monza, ha mostrato idee chiare e capacità di valorizzare i giovani. Thiago Motta, reduce da un’ottima esperienza con il Bologna, propone un 4-2-3-1 fluido e moderno che potrebbe rappresentare una svolta tattica importante rispetto alla storica difesa a tre della Dea. Juric, invece, è il più vicino per affinità di gioco, già incontrato dalla dirigenza nei giorni scorsi e forte di un legame con il direttore sportivo D’Amico, avuto a Verona. La scelta definitiva è attesa a breve, ma l’obiettivo è chiaro: proseguire nel solco del lavoro di Gasperini senza rinunciare all’ambizione.
Inter: Fabregas in pole, De Zerbi l’alternativa di lusso
Il quadro all’Inter è invece segnato da una frattura più profonda. L’addio di Simone Inzaghi, ora diretto verso l’Arabia Saudita, ha lasciato spazio a una riflessione profonda all’interno della società. Dopo una stagione in cui l’Inter ha sfiorato grandi traguardi senza conquistarne nessuno — eliminazione in semifinale di Coppa Italia, sconfitta in finale di Supercoppa Italiana, campionato perso all’ultima giornata e finale di Champions League sfumata — la necessità di un cambio di guida è sembrata inevitabile.
Il nome più caldo è quello di Cesc Fabregas. Il catalano, reduce da un ciclo brillante al Como con promozione e salvezza ottenute attraverso un calcio propositivo e spettacolare, ha già avuto un primo incontro con la dirigenza nerazzurra. Marotta è affascinato dall’idea di affidare la squadra a un profilo giovane, ambizioso e capace di entusiasmare, anche grazie alla conoscenza del calcio italiano. L’alternativa più concreta è Roberto De Zerbi, che ha appena chiuso un’ottima stagione con il Marsiglia, secondo in Ligue 1. Il tecnico bresciano ha dichiarato di voler restare in Francia, ma una chiamata dell’Inter potrebbe rimescolare le carte.
Atalanta e Inter vivono così una fase cruciale della propria programmazione futura. Due scelte differenti, ma accomunate dalla stessa urgenza: costruire il futuro senza perdere identità e competitività.

